Le responsabilità di una società a controllo pubblico

Ci eravamo lasciati con la promessa di approfondire i comportamenti che devono essere adottati dagli amministratori di una società a controllo pubblico, per non incorre in responsabilità.

Vediamo quali sono insieme agli esperti di Fontana Bacco Savio and Partners, di Padova.
a) prevenire la situazione di crisi con appositi controlli e strumenti operativi
b) monitorare costantemente la situazione aziendale
c) adottare tempestivamente i provvedimenti per risanare la situazione di crisi

È intervenuto sul punto il CNDCEC (linee guida della FNC di marzo 2019 sulla relazione sul governo societario contenente il programma di valutazione del rischio di crisi aziendale) che ha fornito una serie di raccomandazioni per la selezione degli strumenti che consentano il monitoraggio del rischio di crisi aziendale (punti a e b).

Tali linee restano comunque degli orientamenti elastici e non vincolanti, non certo destinate a essere recepite in modo standardizzato e acritico: ogni società e, quindi, ogni organo amministrativo deve selezionare tra gli strumenti valutativi e gli indicatori proposti in tali linee, quelli che si ritengono maggiormente dotati di significatività per la società stessa.

Oltre a tali strumenti lo stesso TUSP invita le società a controllo pubblico a istituire (con obbligo, in caso di mancata adozione, di specificare i motivi di tale scelta) un ufficio di controllo interno adeguato alle dimensioni e alla complessità della realtà aziendale, chiamato a trasmettere periodicamente all’organo gestorio relazioni sulla regolarità ed efficienza della gestione, al fine di monitorare costantemente le performance economico finanziarie in corso d’anno.

Tali obblighi non sono altro che un’ulteriore articolazione del dovere dell’organo gestorio di accertare che la società sia in continuità aziendale, attraverso la costante valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società rispetto alla natura e alle dimensioni della stessa.

 

Che cosa è chiamato a fare l’Organo Amministrativo?

L’organo amministrativo è quindi chiamato preventivamente:
a) a definire gli indici più idonei a rappresentare la situazione aziendale;
b) a definire le soglie/livelli di rilevanza per ciascun indice con individuazione del livello di rischio “ponderato e ragionevole”;
c) a stabilire quanti indici devono presentare un valore non ottimale per ritenere segnalata una situazione di squilibrio.

Tali analisi devono essere attuate non sono sui dati presenti nei bilanci consuntivi (avremmo infatti un analisi a posteriori non sufficiente a monitorare la situazione aziendale) ma anche sui dati prospettici e previsionali, tramite la predisposizione di appositi business plan e piani di tesoreria.

Ci dev’essere quindi la predisposizione di appositi modelli e il monitoraggio costante da parte dell’organo amministrativo.

 

La relazione sul governo societario

Tutti questi controlli confluiscono poi in uno degli adempimenti principali che gli amministratori devono porre in essere proprio ora in vista dell’approvazione del bilancio d’esercizio, ossia nella la RELAZIONE sul GOVERNO SOCIETARO.

Tale relazione è prevista dall’art. 6, comma 2, del T.U.S.P., che prevede <>.

Il legislatore del testo unico ha omesso una descrizione contenutistica della relazione sul governo societario e ha rimesso alla discrezionalità della singola società il contenuto del programma di valutazione del rischio aziendale, oltre a non definire gli indicatori di crisi aziendale al cui rilievo è collegato l’obbligo di relazione stabilito dall’art. 14, comma 2, del TUSP.

Analizzeremo quindi con i prossimi approfondimenti il contenuto della RELAZIONE sul GOVERNO SOCIETARIO e sui provvedimenti che devono essere adottati dall’organo gestorio.

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